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GEM Academy - GEstione Multidisciplinare delle malattie infiammatorie immunomediate. Roma, 12-13 settembre 2019

Patologie infiammatorie immunomediate - Colite Ulcerosa

Indice articoli

7. Colite Ulcerosa

La colite ulcerosa, come la malattia di Crohn, provoca un’infiammazione dell’apparato digerente. Comunque, diversamente dalla malattia di Crohn, la CU tipicamente ha inizio nel retto e si estende attraverso una porzione o per tutta la lunghezza del colon. Alcuni pazienti con la proctite (infiammazione del rivestimento del colon) o affetti da colite distale, possono avere un cecal patch, ovvero di un coinvolgimento infiammatorio di una piccola parte del cieco.

L’infiammazione è tipicamente ristretta alla superficie mucosale (Ordás, et al. 2012) e le ulcere possono svilupparsi nel rivestimento del colon (Ulcerative colitis - NHS). Le manifestazioni extra-intestinali possono interessare le articolazioni, gli occhi, la cute o il fegato (Levine e Burakoff 2011) (Silva, et al. 2014). La CU è una condizione cronica che può svilupparsi ad ogni età e tipicamente si manifesta durante la tarda adolescenza o all’inizio dell’età adulta (15-40 anni di età), con un secondo picco di incidenza tra i 50 e gli 80 anni di età (Langan, et al. 2007). L’incidenza è più alta nel Nord Europa rispetto al Sud Europa (Shivananda, et al. 1996); uno studio svoltosi in Danimarca ha riportato un’incidenza di 13 su 100.000 (Vind, et al. 2006). La CU è leggermente più comune negli uomini rispetto alle donne (Loftus 2004).

I nuovi casi sono tipicamente sottesi a un picco nella quarta decade, tuttavia negli uomini è anche comune un’insorgenza più tardiva (Loftus e Sandborn 2002).

A causa della natura permanente di questa malattia, della gravità dei suoi sintomi e della probabilità di recidive, la CU è associata ad una significativa morbilità. I sintomi dipendono largamente dall’estensione e dalla severità della malattia e includono la diarrea emorragica, sanguinamento del retto, dolore addominale, urgenza fecale, perdita di peso, affaticamento e malessere. Una piccola quota di pazienti va incontro a complicazioni severe quali il megacolon tossico, la perforazione dell’intestino ed emorragie massive. La chirurgia (es. colectomia, protocolectomia) gioca un ruolo importante nella gestione della CU e, a differenza di quanto accade nei pazienti affetti da malattia di Crohn, è curativa. La chirurgia viene tipicamente rivolta a quei pazienti che hanno una malattia resistente al trattamento con medicinali, che hanno avuto gravi complicazioni o sviluppato un cancro (Dignass, et al. 2012).

Durante lo sviluppo di una fase acuta, i pazienti possono trovarsi ad essere confinati in casa, vista la necessità di utilizzare con frequenza il bagno (diarrea e urgenza a defecare) e ciò impatta sulle loro abilità lavorative o scolastiche. Oltre all’impatto sul fisico, la CU colpisce in modo negativo la socialità ed il benessere psicologico dei pazienti.

Nonostante queste severe manifestazioni, i pazienti con la colite ulcerosa non hanno un aumento del rischio di mortalità in confronto alla popolazione sana (Carter, et al. 2004).

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