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Epidemiologia della combinazione di malattie infiammatorie immunomediate (IMID)

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Un invito a continuare la ricerca sulle IMID

I progressi ottenuti negli ultimi vent’anni sono stati straordinari e oggi conosciamo molto dei meccanismi d’azione alla base delle IMID e, come sottolinea Fabrizio Conti, «è importante continuare la collaborazione multidisciplinare dal punto di vista scientifico perché alcuni di questi meccanismi non li conosciamo ancora: individuarli permetterà di mettere a punto strategie terapeutiche sempre più personalizzate». Maurizio Vecchi invita a stimolare i giovani rispetto alla ricerca traslazionale, che è quella che parte dal bancone di laboratorio e arriva al letto del malato: «Lo sviluppo dei farmaci biologici è stato proprio l’esempio classico di come comprendendo dei meccanismi non facciamo una ricerca di base fine a se stessa ma la trasferiamo al letto del malato cambiando veramente la gestione di questi pazienti. Il messaggio è, quindi, che la ricerca clinica sicuramente è importante così come quella epidemiologica, ma non dobbiamo trascurare quella di base». Conclude Giampiero Girolomoni: «Guardando al futuro, indubbiamente è necessario avviare studi prospettici multidisciplinari che aiutino a capire come curare meglio questi pazienti nel tempo. A volte c’è riluttanza nel farli soprattutto per i tempi lunghi necessari a ottenere dei risultati, ma per le IMID sono quanto mai importanti per comprendere l’andamento della malattia e l’evoluzione dei trattamenti».

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