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MALATTIE INFIAMMATORIE IMMUNOMEDIATE IN REUMATOLOGIA

Francesca Romana Spinelli

Reumatologia
Sapienza Università di Roma
Roma

In questa sezione sono riassunti e commentati i principali articoli, pubblicati nella letteratura scientifica, riferiti alle malattie infiammatorie immunomediate (IMID) in ambito reumatologico correlate ad altre patologie afferenti ad aree terapeutiche quali Gastroenterologia e Dermatologia

Fumo di sigaretta e prevalenza della malattia psoriasica

Gli autori hanno condotto una revisione della letteratura sugli studi pubblicati dal 1980 al 2019, identificando 25 articoli su fumo di sigaretta e psoriasi e 24 su fumo e artrite psoriasica. La meta-analisi è stata ristretta a 16 articoli sulla psoriasi e 7 sull’artrite psoriasica. I risultati della meta-analisi hanno evidenziato un aumento del rischio di sviluppare psoriasi nei soggetti sani fumatori ma un ridotto rischio di sviluppare artrite psoriasica nei pazienti affetti da psoriasi con abitudine tabagica.


BACKGROUND

Diversi studi suggeriscono che il fumo di sigaretta possa essere un fattore scatenante per la comparsa di psoriasi in soggetti geneticamente predisposti. Una meta-analisi pubblicata nel 2013 ha confermato l’associazione tra abitudine tabagica (in atto o pregressa) e psoriasi. L’associazione tra fumo e artrite psoriasica è controversa; alcuni dati, infatti, suggerirebbero un effetto protettivo del fumo di sigaretta. La review della letteratura con meta-analisi ha avuto lo scopo di valutare l’impatto del fumo di sigaretta:

  1. sulla prevalenza di psoriasi nella popolazione generale e
  2. sulla prevalenza di artrite psoriasica nei pazienti affetti da psoriasi.

RISULTATI

La meta-analisi ha incluso 177.484 pazienti con psoriasi verso 827.997 controlli, 1.785 casi di artrite psoriasica verso 5.912 pazienti con psoriasi e 4.118 pazienti contr artrite psoriasica verso 521.391 soggetti sani. La maggior parte degli studi ha evidenziato un aumentato rischio di psoriasi tra i soggetti con abitudine tabagica, sia per i fumatori attuali (15/26 studi) sia per i fumatori in generale (attuali ed ex-fumatori, 15/19 studi); solo in 2 studi il rischio di sviluppare psoriasi sembrava ridotto. Tra i pazienti con psoriasi, la prevalenza di artrite psoriasica era significativamente inferiore nei fumatori in tutti e 4 gli studi. I 3 studi condotti sulla popolazione generale hanno mostrato risultati contrastanti evidenziando una maggiore prevalenza di artrite psoriasica nei fumatori, un possibile effetto protettivo osservato nei soggetti con psoriasi o, infine, nessuna differenza tra fumatori e non fumatori.


IMPATTO NELLA PRATICA CLINICA

I risultati della revisione della letteratura con meta-analisi hanno dimostrato una maggiore prevalenza di fumatori tra i soggetti affetti da psoriasi rispetto alla popolazione generale. Lo stress ossidativo e la produzione di citochine infiammatorie indotti dal fumo di sigaretta (tra cui IL-2, IL-12 e TNF) contribuiscono alla patogenesi della psoriasi. I dati sull’artrite psoriasica sono più contradditori e dimostrano un effetto protettivo nei pazienti affetti da psoriasi. Le ragioni di questo paradosso non sono chiare. Nei pazienti affetti da colite ulcerosa è stato ipotizzato un ruolo protettivo del fumo di sigaretta legato alla produzione di IL-10, citochina dotata di effetto anti-infiammatorio. Un’altra spiegazione potrebbe essere legata all’attivazione dei recettori 7 nicotinici dell'acetilcolina espressi su sinoviociti, macrofagi e fibroblasti. Un’ipotesi alternativa è che i fumatori possano avere una vita sedentaria ed essere soggetti minore stress meccanico. Infine, l’effetto del fumo di sigaretta potrebbe essere indiretto ed esplicarsi attraverso alterazioni del microrbiota intestinale.


COMMENTO

La prevalenza di fumatori è maggiore tra i pazienti affetti da psoriasi ed il fumo di sigaretta è uno dei fattori ambientali implicati nella patogenesi della malattia. La prevalenza di artrite psoriasica, invece, sembra inferiore nei soggetti affetti da psoriasi con abitudine tabagica. I dati sull’artrite psoriasica, tuttavia, non sono univoci e vanno interpretati con cautela, anche in relazione all’incertezza sui meccanismi biologici che possano spiegare l’effetto protettivo del fumo di sigaretta.


BIBLIOGRAFIA

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