MALATTIE INFIAMMATORIE IMMUNOMEDIATE IN GASTROENTEROLOGIA



Monitoraggio sierologico non invasivo della recidiva post-operatoria della malattia di Crohn

La recidiva di malattia di Crohn si verifica frequentemente dopo l’intervento chirurgico. La presenza di recidiva endoscopica precede la sintomatologia, pertanto il gold standard rimane l'ileocolonscopia. Questo studio ha valutato l'accuratezza di un nuovo esame del sangue, l'Endoscopic Healing Index [EHI], nel monitoraggio delle recidive della malattia.


BACKGROUND

Nello studio Post Operative Crohn’s Endoscopic Recurrence [POCER], il monitoraggio endoscopico e il trattamento della recidiva precoce della malattia riducevano la progressione della malattia di Crohn. Inoltre, la recidiva e la progressione della malattia identificate endoscopicamente si verificavano prima che si sviluppassero i sintomi. È noto che la misurazione della proteina C-reattiva sierica non è sensibile nell’identificare la recidiva della malattia. La risonanza con enterografia è sensibile per la diagnosi di recidiva grave [Rutgeerts i3-i4], ma è meno sensibile per l'identificazione di lesioni precoci. L'ecografia intestinale ha una sensibilità moderata per rilevare la recidiva della malattia, ma è strettamente dipendente dall’esperienza dell'operatore. La calprotectina fecale è attualmente il biomarcatore di recidiva meglio studiato e ha una buona sensibilità e un buon valore predittivo negativo per rilevare la recidiva post-operatoria. Molti pazienti preferiscono però sottoporsi a un esame del sangue invece di fornire un campione fecale. L’Endoscopic Healing Index [EHI] è una misura sensibile del danno e della riparazione della mucosa intestinale che combina 13 biomarcatori di rimodellamento della matrice, angiogenesi, adesione cellulare, reclutamento immunitario e fattori di crescita. I marcatori sono combinati per costituire un indice di guarigione endoscopica [EHI] che va da 0 a 100. In questo studio prospettico, 174 pazienti sono stati sottoposti a resezione intestinale per malattia di Crohn, di cui 131 hanno avuto almeno una valutazione endoscopica abbinata a un campione di siero. L'obiettivo primario dello studio era di valutare l'accuratezza complessiva del punteggio EHI con la presenza o l'assenza di recidiva endoscopica [Rutgeerts ≥i2] e per distinguere tra completa normalità macroscopica della mucosa [Rutgeerts i0] e grave recidiva [Rutgeerts i3 o i4].


RISULTATI

Nello studio l'EHI mediano tendeva ad aumentare con l'aumentare del punteggio di Rutgeerts alle endoscopie sia a 6 che a 18 mesi. A 6 mesi, l'EHI mediano era significativamente più basso nei pazienti in remissione rispetto ai pazienti con recidiva (i0 + i1 vs i2 + i3 + i4, cioè <i2 vs ≥i2, 21 [IQR 14–30,5] vs 31 [IQR 17 –34]; p = 0,033).

A 18 mesi, l'EHI mediano era inferiore nei soggetti in remissione rispetto a quelli con recidiva (<i2 vs ≥i2: EHI 22 [IQR 14–32] vs 27 [IQR 19–38,5]; p = 0,087) e significativamente inferiore nei pazienti con normalità della mucosa rispetto a quelli con recidiva grave (i0 vs i3 + i4, EHI 22 [IQR 10–29] vs 33,5 [IQR 22–44]; p = 0,004). Quando le misurazioni a 6 e 18 mesi sono state combinate, l'EHI mediano era inferiore in remissione rispetto a quelli con recidiva (<i2 vs ≥i2, EHI 22 [IQR 14–31] vs 29,5 [IQR 18–36]; p = 0,005 ), così come in quelli con remissione [i0 più i1] rispetto a recidiva grave [i3 più i4]: 22 [IQR 14-31] vs 32,5 [IQR 22,5-41,5]; p = 0,001.


IMPATTO NELLA PRATICA CLINICA

È improbabile che l'uso dell'EHI sostituisca completamente la sorveglianza endoscopica post-operatoria, ma potrebbe consentire una riduzione della frequenza della colonscopia in alcuni pazienti. Se utilizzato insieme alla ileocolonoscopia, con o senza calprotectina fecale, potrebbe essere utilizzato un approccio multimodale non invasivo per monitorare la recidiva della malattia. Tale modello deve essere ancora ulteriormente testato, ma nei pazienti che rifiutano l'ileocolonoscopia, il test EHI combinato con la misurazione della calprotectina fecale potrebbe aiutare a identificare precocemente la recidiva della malattia post-operatoria. Questo test potrebbe pertanto aggiungersi all'armamentario diagnostico per identificare la recidiva post-chirurgica.


COMMENTO

Gli indici clinici, come il CDAI, sono di scarso valore nel contesto post-operatorio, in quanto non correlati alla presenza di malattia endoscopica recidiva. L'uso di biomarcatori sierici come la proteina C reattiva sono risultati deludenti nel diagnosticare la recidiva post-operatoria. La calprotectina fecale ha una buona sensibilità e specificità per definire l'attività della malattia, ma ci sono barriere alla compliance, con fino all'80% dei pazienti che preferiscono un esame del sangue. L'ileocolonoscopia rimane il gold standard per la valutazione della recidiva della malattia, ma rimane un esame invasivo, spesso scarsamente tollerato dai pazienti. Sebbene il punteggio di Rutgeerts non sia convalidato, rimane il miglior predittore del decorso post-operatorio della malattia. In questo studio esiste una concordanza complessiva tra l'EHI e il punteggio di Rutgeerts quando tutti i campioni e i punti temporali sono considerati in un modello misto lineare.


BIBLIOGRAFIA

Hamilton AL, et al. Non-invasive Serological Monitoring for Crohn’s Disease Postoperative Recurrence, Journal of Crohn's and Colitis 2022; 16:1797–1807.

 

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