MALATTIE INFIAMMATORIE IMMUNOMEDIATE IN GASTROENTEROLOGIA



La risposta anticorpale alla vaccinazione anti-COVID-19 nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali in terapia immunosoppressiva

Lo studio clinico in oggetto cerca di colmare una lacuna nella letteratura medica. Non è infatti ancora chiaro quale sia il ruolo delle varie terapie immunosoppressive nella risposta alla vaccinazione anti-COVID-19. Lo studio evidenzia che i pazienti trattati con infliximab, e tofacitinib presentano concentrazioni di anticorpi ridotte rispetto sia ai controlli sani sia ai pazienti trattati con vedolizumab, ustekinumab e alla monoterapia con tiopurine. Infine i vaccini a mRNA e la minore età sono associati a concentrazioni più alte di anticorpi anti-covid19.


BACKGROUND

Questo studio multicentrico, prospettico, caso-controllo ha l’obiettivo di determinare se le risposte anticorpali indotte dal vaccino per COVID-19 siano alterate nei pazienti con malattie infiammatorie croniche (IBD) in terapia con farmaci immunosoppressori. In particolare sono stati reclutati pazienti con IBD in trattamento con sei diversi regimi di terapia immunosoppressiva (tiopurina, infliximab, tiopurina più infliximab, ustekinumab, vedolizumab o tofacitinib) e controlli sani.

I partecipanti idonei avevano ricevuto due dosi di vaccini COVID-19 (ChadOx1 nCoV-19 [Oxford–AstraZeneca], BNT162b2 [Pfizer–BioNTech] o mRNA1273 [Moderna]). Le risposte anticorpali sono state valutate dopo 53-92 giorni dalla seconda dose di vaccino. L'obiettivo primario era la misurazione della concentrazione di anticorpi della proteina spike anti-SARS-CoV-2 nei partecipanti senza precedente infezione, regolata per età e tipo di vaccino.


RISULTATI

Sono stati reclutati 483 partecipanti. 361 avevano una diagnosi di IBD ed erano in trattamento con tiopurina (78), infliximab (63), tiopurina più infliximab (72), ustekinumab (57 ), vedolizumab (62) o tofacitinib (30), 121 erano controlli sani. Sono stati inclusi 370 partecipanti senza evidenza di precedente infezione.

La media delle concentrazioni anticorpali della proteina spike era significativamente più bassa nei pazienti trattati con infliximab (156,8 U/mL; p<0,0001), infliximab più tiopurina (111,1 U/mL; p<0·0001) o tofacitinib (429,5 U/mL; p=0,0012) rispetto ai controlli (1578,3 U/mL). Non ci sono state differenze significative nelle concentrazioni anticorpali tra i pazienti trattati con tiopurina in monoterapia (1019,8 U/mL; p=0,74), ustekinumab (582,4 U/mL; p= 0,11), o vedolizumab (954,0 U/mL; p=0,50) e i controlli sani. I vaccini a mRNA erano associati a concentrazioni più elevate, mentre l’età avanzata era associata a concentrazioni inferiori.


IMPATTO NELLA PRATICA CLINICA

Nei pazienti con IBD, l'immunogenicità dei vaccini COVID-19 sembrerebbe variare in base all'esposizione al farmaco immunosoppressore ed è attenuata nei pazienti trattati con infliximab in monoterapia o in combo-terapia con tiopurina e nei pazienti trattati con tofacitinib. La programmazione delle dosi booster di vaccino anti-COVID-19 potrebbe essere personalizzata sulla base della specifica terapia immunosoppressiva. Pertanto, in base ai risultati di  questo studio, dovrebbe essere data la priorità ai pazienti che assumono anti-TNF-α e tofacitinib.


COMMENTO

Questo studio fornisce nuove informazioni sull'effetto dei farmaci immunosoppressori, comunemente usati nelle IBD, sulle risposte umorali indotte dal vaccino COVID-19. I pazienti con IBD in trattamento con infliximab o tofacitinib avevano concentrazioni di anticorpi della proteina spike anti-SARS-CoV-2 più basse dopo due dosi di vaccino rispetto ai controlli sani. Inoltre, le risposte sierologiche erano più di 3 volte superiori dopo la vaccinazione con mRNA rispetto ai vaccini con vettore adenovirus indipendentemente dalla terapia.

I risultati dello studio supportano l’applicazione di un approccio personalizzato alla programmazione della somministrazione del vaccino.

Date le scarse risposte sierologiche indotte dal vaccino, i pazienti in terapia con infliximab o tofacitinib dovrebbero avere la priorità per le dosi booster. Infine, i vaccini a mRNA dovrebbero essere la prima scelta nei pazienti in terapia immunosoppressiva.


BIBLIOGRAFIA

Alexander JL, et al. COVID-19 vaccine-induced antibody responses in immunosuppressed patients with inflammatory bowel disease (VIP): a multicentre, prospective, case-control study, Lancet Gastroenterol Hepatol 2022; 7: 342–352.

 

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