MALATTIE INFIAMMATORIE IMMUNOMEDIATE IN DERMATOLOGIA



Farmaci biosimilari inibitori del TNF nella psoriasi: dalle evidenze scientifiche all’esperienza real-world

L’articolo è una review che analizza il ruolo attuale dei farmaci biosimilari inibitori del TNF nel trattamento della psoriasi cronica moderata-grave. Sono attualmente disponibili biosimilari di adalimumab, infliximab ed etanercept.


BACKGROUND

I farmaci biologici, una risorsa fondamentale per il trattamento della psoriasi cronica in placche moderata-grave, hanno cambiato radicalmente le possibilità di cura della malattia, offrendo cure molto efficaci e nel contempo sicure e tollerate con grande soddisfazione dei pazienti. L’accessibilità ai biologici tuttavia è stata a lungo ostacolata e ritardata dall’alto costo di questi farmaci. Lo scenario si è completamente capovolto con l’avvento dei biosimilari, il cui costo molto inferiore ne permette un accesso rapido e sostenuto sia dai  pazienti naive, sia da quelli già in trattamento coi farmaci originali.


RISULTATI

Accessibilità al trattamento

L’accessibilità ai trattamenti biologici è un problema significativo nella psoriasi e l'alto costo della terapia è un importante ostacolo. In un sondaggio della National Psoriasis Foundation del 2011 negli Stati Uniti, fino al 24% dei pazienti con psoriasi da moderata a grave non riceveva alcuna terapia e fino al 30% di questi pazienti riceveva solo terapie topiche, non sufficienti in molti casi.

Uno studio retrospettivo su pazienti trattati con adalimumab, etanercept, ustekinumab o secukinumab per la psoriasi in un ospedale spagnolo dal 2012 al 2016, ha riportato un aumento nel quadriennio del 30,7% dei pazienti in trattamento biologico, principalmente con adalimumab e ustekinumab, oltre a un aumento del 42% dei costi.

Negli ultimi anni, la scadenza del brevetto e la conseguente perdita di esclusività sul mercato, hanno facilitato l'introduzione di etanercept e infliximab, biosimilari degli inibitori del TNF, e nell'ottobre 2018 di adalimumab. La conseguenza è stata un aumento dell'utilizzo dei trattamenti biologici, evidenziando come i biosimilari non stessero solo sostituendo i farmaci originator, ma anche determinando un aumento dei pazienti trattati più precocemente con un biologico. Queste evidenze riflettono il già citato differenziale di costo favorevole dei biosimilari anti-TNF. La recente introduzione dei biosimilari di adalimumab nel mercato europeo offre ulteriori opportunità in queste direzioni. Rispetto a precedenti percorsi terapeutici basati sul non utilizzo oppure su un’introduzione tardiva dei biologici in pazienti con psoriasi moderata-grave, ora si assiste a un precoce trattamento con farmaci biologici, con il potenziale di migliorare enormemente il percorso di cura del paziente.


Dati dei registri nazionali

Il registro PsoBiosimilars è un registro italiano di biosimilari anti-TNF utilizzati nella psoriasi e nell'artrite psoriasica (PsA). A luglio 2018, 39 centri avevano registrato complessivamente 197 pazienti in terapia, di cui 158 passati al trattamento con biosimilare da etanercept originator e 39 precedentemente naïve. Dopo oltre 6 mesi di trattamento, lo Psoriasis Area and Severity Index (PASI) si è significativamente ridotto nel gruppo di pazienti naïve trattati con etanercept, e l'efficacia è stata mantenuta nei pazienti passati dall'etanercept originator al biosimilare SB4.

Una risposta PASI-75 si è verificata nel 51% del gruppo naïve. Non sono state registrate differenze significative nel numero di eventi avversi tra pazienti con switch e pazienti naïve. Osservazioni simili nel registro PsoBiosimilars sono state riportate per il biosimilare CT-P13 di infliximab (n.d.r., a giugno 2020 i pazienti inseriti nel registro PsoBiosimilar sono oltre 900 con 250 pazienti in terapia con adalimumab). Gli indici PASI del registro britannico BADBIR indicano anche che SB4 è un'opzione di trattamento efficace nei pazienti con psoriasi. Dei 92 pazienti che hanno iniziato SB4 nella prima metà del 2017 per un periodo di trattamento medio di 322,3 ± 127,1 giorni, solo il 9,8% (9 pazienti) ha interrotto il trattamento (tempo medio di trattamento fino alla sospensione di 137 ± 71,9 giorni). Ciò era dovuto alla mancanza di efficacia (n = 6), eventi avversi (n = 2) o una combinazione di questi ultimi (n = 1). Nessuno dei 5 pazienti passati da etanercept originator a SB4 ha interrotto il trattamento durante il periodo di osservazione. L'analisi dei dati dal registro danese DERMBIO ha mostrato che il passaggio di pazienti con psoriasi da moderata a grave da etanercept originator a SB4 non ha avuto un impatto significativo sulla sopravvivenza del farmaco. L'hazard ratio (HR) per il rischio di interruzione di SB4 rispetto a etanercept orginator era 0,46 (p = 0,297). Non è stata evidenziata inoltre alcuna differenza significativa nel rischio di interruzione della CT-P13 rispetto a infliximab originator (HR 1,64; p = 0,264).

In queste analisi, sono state incluse in totale 147, 114, 44 e 34 serie di trattamenti rispettivamente per etanercept, infliximab, SB4 e CT-P13.


IMPATTO NELLA PRATICA CLINICA

La psoriasi è associata a un aumentato rischio di sviluppo di comorbilità orientando gli specialisti dermatologi verso trattamenti sempre più personalizzati. I farmaci biologici anti-TNF sono il trattamento di prima scelta raccomandato per diversi gruppi di pazienti con comorbilità, compresi quelli con artrite psoriasica (PsA), malattia infiammatoria cronica intestinale (IBD) o uveite.

Nei pazienti con PsA, ustekinumab può essere usato in alternativa agli anti-TNF se la psoriasi è grave e l'artrite è lieve (gli inibitori di IL-17 devono essere considerati nei pazienti che non rispondono agli inibitori del TNF). Ustekinumab può anche essere usato in pazienti con morbo di Crohn, mentre secukinumab e ixekizumab devono essere usati con cautela o evitati e brodalumab deve essere evitato.


COMMENTO

I biosimilari dei farmaci anti-TNF sono una opzione terapeutica sicura ed efficace nei pazienti affetti da psoriasi cronica in placche. Inoltre, grazie al loro minor costo, permettono agli specialisti dermatologi di poter optare precocemente verso la prescrizione di un farmaco biologico in una percentuale maggiore di pazienti affetti da psoriasi moderata-grave, ottenendo un più rapido, migliore e persistente benefico terapeutico.
Educare i clinici sui principi scientifici alla base dello sviluppo e dell'approvazione dei biosimilari e sull'esperienza clinica del loro utilizzo nella pratica quotidiana in pazienti con psoriasi può aiutarli a prendere le decisioni migliori riguardo al trattamento e condurre a un più ampio utilizzo dei farmaci biologici nella pratica clinica.


BIBLIOGRAFIA

Barker J, Girolomoni G, Egeberg A, Goncalves J, Pieper B, Kang T. Anti-TNF biosimilars in psoriasis: from scientific evidence to real-world experience [published online ahead of print, 2019 May 16]. J Dermatolog Treat. 2019;1-7.

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